Di casa 

in Casa

Un progetto
di amicizia
tra la Casa della Carità
di Sassuolo (Mo)
e le famiglie della città
 

Dal 2017, Casa della Carità e famiglie della città di Sassuolo (Mo) si incontrano per un tempo di feconda convivenza. Una grande famiglia allargata che vive tre mesi di vicinanza a Cristo nei poveri, nella parola e nell’eucaristia.

Un tempo speciale

per la propria vocazione di famiglia cristiana

+ Il progetto

La Casa della Carità di Sassuolo (Mo), per sua natura aperta all’accoglienza dei poveri e degli ultimi, si apre all’accoglienza di una famiglia della città. Una famiglia come tante, che per tre mesi si trasferisce in un appartamento indipendente ricavato all’interno della Casa.

Dalla propria casa alla Casa in cui suore e volontari custodiscono i più piccoli del Signore, per condividere il proprio essere famiglia cristiana oggi.

Dalla Casa della Carità di nuovo alla propria casa, per portare spirito di servizio e fiducia nella provvidenza nel lavoro, nella scuola, nella società, nel tempo dell’impegno civile o dello svago.

Da una casa... a una Casa

  • Per incontrare Gesù nelle Tre Mense della Casa, sempre a portata di mano: la Parola, l’Eucarestia e il Servizio ai più piccoli e bisognosi. Da questi tre cibi, simboleggiati da altrettanti pani raccolti nello stesso cesto, scaturisce tutta la vita della Casa della Carità.

  • Per approfondire il sacramento del matrimonio e la vita familiare nella sua sacralità. Lo stile di vita semplice e genuino della Casa aiuta a rivedere le priorità e a fare ordine tra le incombenze, le preoccupazioni e le distrazioni quotidiane; a rivalutare le cose importanti, quelle che ci definiscono come persone e come coppia: la relazione, l’ascolto, l’uso del tempo e delle risorse, le abitudini, le aspirazioni.

  • Per fare una forte esperienza di comunione tra vocazioni diverse che, nel confronto quotidiano, si arricchiscono a vicenda. Vivere sotto il medesimo tetto i diversi aspetti della vita di famiglia aiuta tanto la famiglia ospite quanto la Casa ospitante a sentirsi più Chiesa. Anche il legame con la parrocchia, l’unità pastorale e la città si rafforza e si illumina grazie ai doni della vita comunitaria.

  • Per vivere il servizio. La carità fraterna e l’accoglienza reciproca nascono spontaneamente dal contatto con i piccoli e i poveri. Talvolta sono proprio loro, col loro modo di portare la croce, a insegnarcene il valore. Ciascun componente della famiglia vive il servizio come può e come vuole. Le occasioni sono tante e i frutti non si fanno mai attendere: prima di tutto per i figli, se ci sono, e per la coppia di sposi, che si scopre a vivere una fecondità familiare allargata.

  • Per essere Chiesa senza stravolgere la quotidianità della famiglia che può vivere la missionarietà entro le mura di questa grande Casa. È un’esperienza che rilancia il cammino di fede e arricchisce il quotidiano anche una volta ritornati alla propria casa.

Perché

Qualunque famiglia impegnata in una ricerca di senso può accogliere questa proposta. Non servono doti speciali, non è indispensabile avere figli, non preclude l’esperienza l’avere un cane o un gatto.

Il progetto è rivolto a famiglie normalissime, della città e dei dintorni, impegnate a… fare le famiglie. Possono conoscere e frequentare già la Casa della Carità o averne solo sentito parlare. O non conoscerla affatto. L’importante è aprirsi al progetto con autentico spirito di condivisione.

Per chi

All’interno della Casa della Carità è stato ricavato un appartamento dedicato al progetto. Ha un soggiorno con cucina, un bagno, uno spazio per lo studio o per il gioco e due stanze da letto: una matrimoniale e una quadrupla (con 2 letti a castello).

L’appartamento ha un ingresso indipendente e comunica col resto della Casa attraverso una porta interna. Consente alla famiglia di fare una vita autonoma, lasciandola libera di decidere in quali tempi e in quali modi aprirsi alla condivisione con la Casa. Può essere un momento di tempo libero, un pasto, un servizio spontaneo o una delle tante occasioni di  preghiera.

Casa della Carità e appartamento sono uniti dalla cappella interna: anche da un punto di vista architettonico, Dio e la sua Parola sono l’anello di congiunzione tra le due famiglie.

La Casa e...

la casa

Fare un po'

di spazio

La famiglia continuerà a fare la propria vita: andrà al lavoro e a scuola, in palestra e in parrocchia, vedranno gli amici e i propri cari. Spesso, però, per arricchire la propria vita occorre fare un po’ di spazio, accantonando qualcosa. Questo potrebbe essere uno di questi casi. Ridurre i propri impegni aiuterà a mettersi in gioco, a vivere appieno l’esperienza e a generare uno scambio reciprocamente arricchente.

Lo spirito della Casa, fatto di amicizia verso i poveri, di preghiera e della Parola di Dio anima ogni momento del giorno e contagia decine di volontari che la frequentano anche per molti anni. Il valore di una proposta spirituale così forte non sfugge a un cuore in ascolto.

Per tre mesi

Tre mesi è un tempo che fino ad ora è sembrato proporzionato: non condiziona troppo la routine e le dinamiche relazionali della famiglia e al tempo stesso consente di immergersi nell’esperienza. Nell’arco dell’anno si alternano tre famiglie, secondo un calendario che le famiglie stesse concordano con suor Katia.

Si tratta di un tempo unico e speciale per vivere un’esperienza che è insieme ecclesiale e missionaria.

  • Ecclesiale perché la famiglia, anche se vive questo tempo a livello personale, lo fa anche a nome della propria comunità parrocchiale, che la invia e la sostiene. Il legame con la comunità di origine non viene meno; anzi, col ritorno in essa della famiglia, ne uscirà arricchito.

  • Missionaria perché lo spostamento fisico della famiglia palesa la dimensione di annuncio insita nell’esperienza: di concreta testimonianza di fede e di carità cristiana, da riversare quotidianamente nei propri ambiti ordinari di vita.

Una porta aperta

Mettiti in contatto direttamente con suor Katia o con una delle famiglie che hanno già preso parte al progetto. Sono sempre disponibili a confrontarsi con chi è attratto dall’idea ma dubbioso per qualche motivo. Chiacchierando davanti a un caffè (o magari a una pizza!) ti sarà subito chiaro che il progetto è rivolto a famiglie ordinarie, proprio come la tua. Il primo consiglio che ti daranno è di “pregarci sopra”: un modo semplice ma efficace per mettere questa possibilità nelle mani di Dio. E sentire cosa ne pensa.

Desideri fare questa esperienza? Vuoi semplicemente saperne di più?
I Bedini

Luca, Maria Chiara, Agnese, Anna

Settembre-Dicembre 2019

I Lista

Beppe e Annalisa

Aprile-Luglio 2018

I Del Prete

Michele, Simona,

Gabriele, 

Gennaio-Marzo 2018

+ Le famiglie

I Rivi

Massimo, Adelaide,

Stefania, Neko, Maria

Settembre-Dicembre 2018

I Giacopini

Fabio, Silvia, Tommaso,

Nicola, Alice, Anna

Aprile-Giugno 2017

 
I Bellini

Alberto, Annalisa, Zeno, Bianca

Aprile-Agosto 2019

Gli Zilioli

David, Lara, Anna, Esther

Gennaio-Aprile 2019

I Pifferi

Mauro, Alessandra, Samuele, 

Lorenzo, Sara

Settembre-Dicembre 2017

Le famiglie

Ecco le famiglie che hanno già preso parte al progetto.

+ Il progetto

+ Il progetto

+ Il progetto

 

I prossimi appuntamenti

29 Novembre

ore 21

Casa della carità

Breve descrizione dell'evento

29 Novembre

ore 21

Casa della carità

Breve descrizione dell'evento

 

Vieni a conoscere

il progetto

+ Contatti

Casa della Carità "La visitazione"

via Cimarosa 65

41049 Sassuolo (Mo)

 

telefono 0536 870696

Per informazioni sul progetto

"Di casa in Casa":

cellulare 329 356 6995

email info@dicasaincasa.info

Con la preghiera e l’ascolto della Parola di Dio vogliamo camminare per attuare il progetto delle “famiglie in Casa”: crediamo nella possibilità e nella fecondità della vita insieme tra famiglie e Casa della Carità.