La Casa della Carità è nata nel 1941 dall’intuizione di don Mario Prandi, parroco di Fontanaluccia, piccolo paesino dell’alto appennino modenese, Diocesi di Reggio Emilia. Essa rispondeva  al bisogno di assistenza di alcuni membri della parrocchia e nel contempo a un bisogno intimo di vivere la Carità come essenza dell’Eucarestia. Nella Casa della Carità tutta la comunità cristiana ha la possibilità di vivere concretamente e semplicemente il Vangelo nella via delle Tre Mense: l’ascolto della Parola di Dio, la celebrazione dell’Eucarestia, la cura dei poveri. La Casa della Carità non è un’ opera di assistenza, ma il “Tabernacolo” in cui viene accolto Gesù Povero, così  come nella  chiesa parrocchiale c’è il tabernacolo che custodisce Gesù Eucarestia.  E’ un prolungamento e un completamento della Messa, che si realizza attraverso il servizio ai poveri, ai piccoli, agli ultimi, vissuto come “servizio liturgico”. Infatti negli ospiti della Casa, i cristiani riconoscono lo stesso Gesù che ci “fa l’immenso piacere di venirci incontro nel povero”, come nella Parola e nell’Eucarestia. I poveri sono quindi i “tesori” della parrocchia, perché in loro possiamo amare, adorare, avere vicino il Signore Gesù. La Casa della Carità vive una dimensione familiare: famiglia tra le famiglie, famiglia della comunità parrocchiale, famiglia allargata, sia nel modo di strutturarsi che di organizzarsi.

La Casa della Carità

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La CdC di Sassuolo (Mo)

La Casa della Carità di Sassuolo è stata aperta il 9 dicembre 1950. Come ogni Casa della Carità, è dedicata a un Mistero del Rosario; quella di Sassuolo è dedicata al II mistero gaudioso: la Visitazione.

Oggi abitano in casa circa una ventina di persone, tra cui 3 suore e suor Katia Ferrari, responsabile della Casa. Gli ospiti sono molto diversi tra loro:  disabili medio-gravi, persone con patologia psichiatrica e ritardo mentale, anziani, una mamma e il proprio figlio in attesa di un’abitazione propria. Tutte queste persone sono accomunate dalla caratteristica di non essere in grado di vivere da soli.

Ogni giorno alle loro necessità provvedono numerosi  volontari, che frequentano la Casa della Carità in diversi momenti della giornata per svolgere i vari servizi (dalla cucina, alle pulizie, alla cura delle persone ecc), per pregare insieme fin dal mattino presto o celebrare l’Eucarestia, per trascorrere tempo in compagnia e/o condividere un pasto. Ad ognuno è chiesto di accompagnare gli ospiti come fosse un vero amico o un familiare. A turno il pranzo della domenica viene preparato e condiviso dalle varie parrocchie sassolesi.

Tra il 2016 e il 2018 la casa è stata in gran parte ristrutturata e i lavori sono partiti proprio dalla creazione dell’appartamento dedicato all’esperienza "Di casa in Casa".

La CdC nel mondo

Le Case della Carità sono presenti in Italia soprattutto in Emilia Romagna (una quindicina di comunità)e in alcuni paesi dove si trovano le missioni della Diocesi di Reggio Emilia-Guastalla. La realtà più grande si trova in Madagascar (una decina di comunità), in India (alcune case), in Brasile e Albania.

Oltre al Ramo delle Sorelle Carmelitane Minori, esiste il Ramo dei Fratelli della Carità, che hanno alcune Case maschili. Insieme ai consacrati, anche i laici che lo desiderano possono  fare parte della Congregazione Mariana della Case della Carità.  I volontari delle varie Case costituiscono il Ramo degli Ausiliari. Le famiglie sono una realtà molto numerosa e variegata: aperte all’accoglienza, agli affidi, alla vita pastorale del luogo in cui abitano, con loro incontri periodici di formazione e confronto. Esiste infine un piccolo gruppo di consacrati nel mondo, i Secolari.

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